I cani in ufficio possono davvero aiutarci a lavorare?

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Che legame hai con i tuoi colleghi? I rapporti umani sono un aspetto importante della vita di tutti i giorni e assumono una connotazione ancora più specifica nel posto in cui lavori. La sinergia nei compiti professionali può anche tradursi in confidenza e complicità anche una volta lasciata la scrivania, rendendo piacevoli le ora di attività, nel segno della condivisione e del lavoro di squadra. 

E se invece il tuo collega fosse un cane? Sicuramente non potrai chiedergli un consiglio pratico, ma la sua presenza sul posto di lavoro ha un effetto che -secondo noi ma non solo– può essere positivo.

Le implicazioni sono tante. Dalla presenza di un animale tenero e rassicurante tra i dipendenti a, dal suo punto di vista, la possibilità di stare in compagnia anche quando il padrone è in ufficio. Chissà quanti cani si saranno abituati alla presenza del proprio umano preferito in casa grazie allo smart working e questo distacco quotidiano forse non è più una possibilità pienamente praticabile.

Proprio oggi, 21 giugno, si celebra la Giornata mondiale dei cani in ufficio e abbiamo quindi cercato quali sono le regole in merito, i benefici riscontrati e riflettuto sulla nostra esperienza con la più dolce delle mascotte, Guenda. 

Cani in ufficio, nella pratica

Ci duole tornare a parlare di pandemia e quarantene, ma è necessario per poter riflettere su questa pratica. Come accennato infatti, si tratta di un volere espresso da un numero crescente di lavoratori soprattutto dopo lo spartiacque del 2020. Si sa che una volta assaporata una situazione per noi favorevole e anzi piacevole è difficile tornare indietro. E quindi dopo aver avuto la possibilità di trascorrere diversi turni di lavoro a casa in compagnia del proprio animale domestico, l’ufficio sembrerà decisamente più grigio senza di esso.

Invece, passare le canoniche 8 ore lavorative in compagnia del proprio animale domestico sembra il modo migliore per alleviare l’eventuale stress e ricevere un sollievo continuato durante la giornata.

Il lavoro ne giova di conseguenza, con una maggiore produttività e anche creatività riscontrabili. Prendiamo a dimostrazione qualche dato che mostri la portata di questa tendenza. Secondo uno studio commissionato nel 2023 dal Gruppo Mars intitolato “Gli uffici pet-friendly nell’era odierna, post pandemia” condotto da Swg, il 64% dei padroni di cani vorrebbe il proprio in ufficio, ovvero ben 2 su 3. E c’è da considerare che le ricadute positive non avrebbero effetto solo su questi individui, ma anche su chi apprezza la compagnia dei cani in ufficio pur non possedendone uno.

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Prendendo un altro dato, infatti, circa il 40% degli intervistati sul tema ritiene che la presenza dei cani in ufficio possa favorire la connessione tra colleghi. In aggiunta, verrebbero stimolate anche la creatività e darebbe un ottimo impulso alla employer branding, ovvero l’attrattiva esercitata dal posto di lavoro sui potenziali dipendenti. 

Ma l’entusiasmo non basta. Bisogna considerare l’eventuale presenza di chi purtroppo non si sente a proprio agio in presenza di cani in ufficio. Inoltre, dal lato delle aziende si tratta di un’abitudine difficile da introdurre, forse per mancanza di sufficienti precedenti o per timore del cambiamento, così che solo 1 ufficio su 10 ammette cani in ufficio su base regolare, per mancanza di regole o di organizzazione.

Sicuramente una percentuale che potrebbe evolvere e anzi dovrebbe, dal momento che ben il 47% degli intervistati nella ricerca prima citata ritengono che la presenza di un pet sarebbe in grado di migliorare l’umore dei dipendenti.  

Le regole per la presenza dei cani in ufficio

Anche se in Italia si è iniziato a parlare di questa pratica solo di recente, all’estero è una proposta esistente da più tempo. E’ del 1996 infatti l’istituzione della Giornata mondiale del cane in ufficio stabilita nel Regno Unito (Take your dog to work day). Nelle nazioni anglosassoni le aziende pet friendly sono infatti ormai una realtà consolidata, ma qui da noi non esiste ancora una normativa specifica in merito, se non ciò che concerne le norme igieniche.

Di positivo c’è che questa mancanza non si traduce automaticamente in un divieto, ma sta alle singole aziende capire se e come muoversi rispetto alla convivenza con i cani dei dipendenti sul posto di lavoro.

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Come è meglio muoversi in queste situazioni?
Per prima cosa è bene coinvolgere i propri superiori, o viceversa i dipendenti, a seconda di quali siano i padroni candidati a introdurre i cani in ufficio, e discuterne insieme.

In caso di presenza di cani in ufficio consentita, alcune realtà, soprattutto quelle più grandi in termini di spazi, prevedono delle aree dedicate, in cui sistemare i cani, andare a trovarli durante il corso della giornata e dotarli di tutto ciò che gli serve: cibo e acqua, cucce e giochi. Lo stesso si può fare anche decidendo di lasciarli liberi, con alcune accortezze, di girare per gli spazi comuni.

Attenzione però al comportamento del cane in questione, anche lui deve essere a proprio agio. Nel caso in cui mostrasse invece segni di disagio, forse non è adatto a questo tipo di esperienza ed è giusto rispettare le sue necessità non introducendolo in questo nuovo ambiente.

Anche dal lato degli umani è bene accertarsi che si tratti di una presenza gradita a tutti i dipendenti, tra i quali ci possono essere allergici o impauriti, per non rischiare di pregiudicare la loro attività lavorativa. 

La nostra esperienza

Nel nostro caso è stato naturale introdurre un elemento in più in ufficio, prima per esigenza e poi per il piacere di tutti. Guenda è la cagnolina (non poi così ina) di uno dei nostri founder, Francesco. Dolce e silenziosa è ormai una presenza fissa che si aggira tra una sedia e l’altra.

Grazie a lei, possiamo fare una pausa all’aperto per consentire le sue uscite quotidiane e godere di qualche attenzione da ricambiare con grattini e vocine ridicole da parte nostra.

Anche in caso di meeting con i clienti la reazione da parte loro è sempre stata positiva. Questo è stato possibile grazie alla condivisione di tutti, non troppe teste da mettere d’accordo in confronto ad aziende di più grandi dimensioni e in quanto amanti degli animali, dei cani particolarmente.

Ma è necessaria organizzazione per poter continuare a garantire un ambiente di lavoro piacevole per il team e chiunque viva l’ambiente dell’ufficio.   Per ora abbiamo tutti i requisiti adatti che ci spingono a mantenere la presenza di Guenda in ufficio, peli e aspirapolvere annessi, come un’abitudine stabile nell’ufficio di Solferino 3. 

 

 

 

 

 

 

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