Come comunica la moda: strategie e differenze tra i fashion brand

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Per gli amanti ma soprattutto i professionisti della moda, queste sono senza dubbio le settimane più stimolanti e proficue dell’anno: New York, Milano e da poco Parigi, scorrono una dopo l’altra le settimane della moda in tutto il mondo. Il fashion month si è così concluso,  dopo aver presentato le collezioni delle prossime stagioni nelle location più esclusive e particolari. Parallelamente, gli show sono stati resi disponibili come possibile anche ai non presenti. Attraverso la comunicazione dell’evento e la partecipazione ad essi non solo delle personalità canoniche della moda, ma anche influencer e celebrities di vario tipo.

Vi sarà capitato forse in più occasioni di ammirare la presenza di Anne Hathaway con un abito bello quanto scomodissimo alla sfilata di Versace o i suoi balli coinvolgenti e vestita di scacchi all’after party dello show. Ma al di là della resa delle differenti fashion week e del fascino che possono naturalmente esercitare su noi “spettatori”, vogliamo soffermarci su ciò che più della moda si avvicina a noi. Ci siamo quindi chiesti, come comunica la moda? Ogni brand ha il suo stile, sì anche sui canali di comunicazione, e vogliamo analizzare alcuni esempi.

I canali più utilizzati dai brand di moda

Ogni azienda sceglie i propri modi e spazi di comunicazione, ma nel caso del fashion, ce ne sono alcuni che si prestano meglio. La gestione è chiaramente da manuale, immaginando alti budget e professionisti del settore con un livello di creatività ricercato e punte di genialità. Ma quali sono i modi e i luoghi? Come possiamo facilmente immaginare, trattandosi di prodotti ad alto impatto visivo, naturalmente Instagram è la piattaforma social più indicata al racconto delle proprie campagne.

Immediato, indicato per il materiale fotografico e in grado di supportare ulteriori formati come quello video e testuale. Se sapientemente studiati, si realizza come naturale conseguenza il rafforzamento dell’immagine coordinata del brand attraverso un feed curato e coerente.  E’ su Instagram dunque che si concentra la nostra analisi, al di là dei rimandi testuali ai rispettivi siti e e-commerce che la app concede. 

Altri canali di comunicazione: Tik Tok

Non può mancare il social protagonista della viralità e della larga diffusione dei contenuti, soprattutto quando si parla di manifestazioni che tanto si prestano al formato video come le sfilate. I brand usano Tik Tok e fanno bene, dandoci l’impressione di essere quasi -esagerando- sui bordi delle passerelle a scoprire le ultime novità seduti accanto a una celebrity, oppure su un red carpet o ancora in uno studio durante lo shooting di una campagna.

Gucci ad esempio propone dei contenuti assimilabili a quelli previsti per Instagram, ma ricorrendo al volto, alle parole e alle voci delle celebrities che indossano le creazioni del brand italiano nelle occasioni più glamour. Citandone una a caso, la creazione dell’abito per Ken-Ryan Gosling durante la notte degli Oscar 2024.

@gucci

The Barbie-inspired look #RyanGosling #Oscars #Barbie #Gucci

♬ Modern Elevator Music/Cute Electronic Bossanova(960644) – Kenji Ueda

In generale, si riscontra un uso ancora un po’ troppo convenzionale forse, senza immergersi nello spirito più rilassato concesso dalla piattaforma. Forse il timore di rendere troppo “comune” un settore che nonostante le apparenze si prende ancora molto sul serio

 

Stili e modalità per raccontare la moda

Chiaro ormai come sia Instagram il social più utile alle case di alta moda, passiamo a vedere nel dettaglio come molte di loro si fanno portatrici di una precisa scelta di comunicazione. Ecco quali sono gli stili che è possibile trovare. 

Personal branding

Spesso i marchi di moda più famosi e di lusso portano il nome di uno stilista che corrisponde al fondatore della maison. Ma per quanto concerne i brand più recenti che hanno saputo compiere una rapida scalata nel mondo delle passerelle è possibile che la denominazione del brand coincida con lo stilista dietro le ultime creazioni.

E’ il caso quasi unico di Jacquemus, brand francese di grande successo che porta la firma dello stilista Simone Porte Jacquemus. Non solo quindi contenuti strettamente relativi al marchio, ma anche highlight sulla vita personale dello stilista che si diverte, abilmente, a mixare i due ambiti.
La foto con Julia Roberts quasi fosse quella di un fan ne è la dimostrazione, ma scattata durante la sfilata di Jacquemus.

 

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Le vibes ispirate dal Jacquemus, il brand, sono quelle di una vacanza in Francia, in Costa Azzurra o nelle campagne della Provenza e sia nelle linee dei capi che nella comunicazione assistiamo a freschezza e immediatezza ma animate da una personalità forte. 

Modalità e-commerce

Moda_comunicare_feedAllontanando l’attenzione dalla persona -o più di una- dello stilista ci si concentra maggiormente su quelli che sono il cuore del brand, ovvero i prodotti e capi d’abbigliamento. Impersonalità e assenza di figure umane ad indossare i capi, mostrandosi più simili ad un catalogo. Una strategia che mira ad andare dritta al punto, senza distrazioni e sovrastrutture, come hanno cercato di fare brand quali Burberry o Balenciaga. Chi invece sceglie un ibrido, come Loewe, alterna il protagonismo di capi e accessori con immagini e video di altra natura. 

 

 

 

Fashion magazine per il racconto della moda

Passiamo a chi ha scelto di mimetizzarsi con il linguaggio più classico della moda, quello che siamo abituati a vedere, o meglio a sfogliare. Un brand come MiuMiu mostra infatti collezioni e modelli con lo stile delle riviste di moda, non proponendo niente di nuovo ma ribadendo sicuramente il proprio status da copertina. Investire nei servizi fotografici con la presenza di top model e celebrities dai volti riconoscibilissimi è quindi una delle possibili strategie efficaci. Tra le icone di punta di MiuMiu non può sicuramente mancare Gigi Hadid, o la giovane attrice Emma Corrin, protagonista della campagna Spring-Summer affissa anche nelle grandi città.

 

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Caratteristiche salienti, un feed studiato al dettaglio per una massima coordinazione visiva e cromatica, logo in vista e alcuni dietro le quinte sartoriali dai momenti in cui le creazioni del brand prendono vita da aghi e tessuti.

Questo non vuol dire che i magazine, soprattutto digitali, si stiano facendo rubare la scena. Gallery, video, dirette per entrare dentro l’evento sono resi disponibili per i lettori, scendendo ad un livello più profondo di quanto i brand non facciano.

 

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Rafforzamento della brand Identity

Simile al precedente, ma con una reiterazione visiva del marchio ancora maggiore è la strategia messa in atto da Yves Saint Laurent oppure Chloe. Anche imbattendosi in un post singolo, astratto dal profilo, è immediatamente comprensibile la Maison di appartenenza. Logomania che dai vestiti stessi passa alla comunicazione in tutte le sue forme e in particolare, ancora una volta, quella visiva. Il tutto in associazione alle micro strategie applicate anche dagli altri “colleghi”.

La nostalgia degli anni 70 con le mega zeppe di legno indossate da tutta la front row, alla perfezione da Sienna Miller ci sentiamo di aggiungere, sembrano la documentazione tangibile e in prima persona di un vero e proprio ritorno di tendenza. Come sappiamo che questa mossa, per citare sempre questa, è andata a segno facendosi notare e ricordare? Basta fare caso a quante e quali testate di moda hanno ripreso un dettaglio apparentemente circoscritto ma invece andata virale. 

 

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I contenuti e il coinvolgimento delle celebrities

Riguardo ciò che viene mostrato al di là del prodotto, abbiamo suggerito più volte come si stia tentando di rendere più “democratica” e accessibile (parlando tuttavia soltanto di accesso ai contenuti) la moda, attraverso la condivisione di backstage e party strettamente legati alle inaccessibili sfilate della settimana della moda. La collaborazione e vicinanza di personalità anche non strettamente nate nella moda è una modalità per variegare i volti e amplificare il concetto di lifestyle in cui molti vorrebbero riconoscersi. Boss in questo senso, basa i le proprie pubblicazioni quasi esclusivamente su questo tipo di contenuti. 

 

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Non una diretta pubblicizzazione del prodotto, ma una strategia più ampia che mira a dare un look diverso – ci scuserete il gioco di parole- al settore fashion avvicinando non solo i possibili acquirenti ma anche appassionati di moda e anche a questo punto, di comunicazione. 

Fonte: Soldout Service Italy 

 

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